
La concorrenza tra la società produttrici di smartphone si fa sempre più dura per la conquista di fette di clientela sempre maggiori, e inevitabilmente tale scontro si sposta a volte sul piano legale, come sta appunto accadendo nella causa che vede coinvolte le Apple come presunta parte lesa e la HTC, presunta colpevole di aver copiato ben 20 brevetti della casa della mela, brevetti concernenti l'interfaccia utente dell'iPhone e l'architettura hardware alla base dello smartphone.
Jobs, il CEO della società di Cupertino, dopo alcue dichiarazioni infuocate nei confronti di Google, che recentemente ha esteso la propria influenza anche nel campo degli smartphone, ha giustificato la causa mossa contro l'HTC dichiarando: "Potevamo decidere di stare seduti a guardare i concorrenti rubare le nostre invenzioni brevettate, o di fare qualcosa e abbiamo deciso di fare qualcosa. Riteniamo che la concorrenza sia una cosa sana, ma i concorrenti devono creare la propria tecnologia originale, non rubare la nostra".
Effettivamente oggi stiamo assistendo ad un attacco massiccio nei confronti delle Apple che ha detenuto per molto tempo quasi un'esclusiva con la realizzazione dell'iPhone, e tutte le società produttrici di di telefoni cellulari ora stanno producendo, chi in proprio e chi, a detta di Jobs, attingendo a sistemi realizzati dalla concorrenza, smartphone in grado di contrastare il predominio assoluto della Apple.
Sul versante HTC Keith Nowak, Media Relations Manager presso la sede in Nord America della società a Bellevue, Washington, ha dichiarato: "HTC non ha ancora visionato il testo depositato presso la corte distrettuale, quindi non posso commentare specificamente a questo proposito, tuttavia, la società ha prodotto telefoni per anni, e detiene numerosi brevetti propri, e conosciamo il valore dei diritti di brevetto e la loro applicazione".
Al momento sia Google che Microsoft si stanno tenendo al di fuori della diatriba e non hanno rilasciato alcuna dichiarazione.



