Legambiente ha presentato l'annuale rapporto sulla salute dei cibi che consumiamo, e l'elemento che ha accomunato immediatamente sia le verdure che le carni e moltissimi tra i cibi
che quotidianamente consumiamo a tavola è stato l'elevata presenza di sostanze nocive quali i fitofarmaci e i pesticidi.
Le percentuali di quest'anno sono aumentate mediamente del 3% rispetto ai valori riscontrati l'anno scorso, e le presenze più rilevanti di questi composti nocivi sono state misurate nelle verdure, e si parla di campioni "multi residuo", dove è però la frutta ad avere il triste primato di rilevazioni, in particolare l'uva.
Le presenze di scorie chimiche nell'uva toccano il 40% dei campioni esaminati, anche se allo stato attuale degli studi i prodotti chimici riscontrati non sembrerebbero pericolosi per la salute umana.
Cosa molto più preoccupante è stata la scoperta di DDT in alcuni campioni di uva del Friuli Venezia Giulia, sostanza proibita in Italia sin dal lontano 1978, mentre ben 3 campioni di vino sono risultati inquinati dal Procimidone, una sostanza fungicida dichiarata cancerogena dall'Epa, la società di protezione ambientale americana.
Non va meglio nel comparto carni e latte, dove in diversi campioni di carne di coniglio e di tacchino, oltre che nel latte di vaccino, è stata riscontrata la presenza di diossine.
L'utilizzo massiccio di pesticidi sta provocando anche l'indiscriminata morte delle api, valutate in 50 miliardi in Italia distribuite in circa 100 milioni di alveari, api indispensabili per l'impollinazione di numerosissimi frutti quali mele, pere, mandorle, agrumi, pesche, kiwi, ciliegie, albicocche, meloni, zucchine, girasole e colza, e ovviamente è a rischio anche la raccolta e la produzione di miele.




