Call of Juarez: Bound in Blood, western d'autore
9 ottobre, 2009
Arriva, per gli appassionati di Sergio Leone e di John Wayne, il secondo capitolo di un gioco ambientato nel vecchio West.
Bound in Blood si presenta come prequel del famoso Call of Juarez, raccontando le vicende dei due protagonisti, Thomas e il reverendo Ray, impegnati questa volta nella ricerca del fantomatico tesoro di Juarez.
Il gioco è essenzialmente uno sparatutto che prevede una serie di missioni riproponendo tutti gli archetipi più noti dei western: sparatorie, corse a cavallo, l'assalto alla diligenza e gli scontri contro gli Indiani.
Anche in questo gioco abbiamo una serie di missioni da eseguire, intervallate da missioni secondarie, come recuperare mandrie rubate o intascare la taglie catturando pericolosi ricercati, e poter così acquistare nuove armi come fucili a canne mozze o la micidiale mitragliatrice Gatling.
Buona l'idea di utilizzare alternativamente i due personaggi che possiedono capacità differenti, ad esempio il reverendo Ray predilige l'utilizzo della dinamite, Thomas invece è abilissimo nell'uso del lazo.
Tecnicamente il motore grafico implementato è sempre il Chrome Engine del primo episodio, ma rifinito ed arricchito da tutta una serie di features che rendono i paesaggi e i personaggi davvero d'impatto.
Eccellente la resa del fumo e del calore che rende sfocati gli oggetti distanti.
I volti dei protagonisti, estremamente realistici, sono capaci di espressioni facciali che trasmettono emozioni.
Punti deboli del gioco sono il doppiaggio italiano che ha purtroppo molte sbavature e la relativa brevità del gioco che appare a tratti anche troppo stereotipato.





