PressWeb, Informazione Tecnologica
Venerdì 03 Settembre 2010
Disponibile da Magneti Marelli il "coyote" che segnala autovelox e tutor
15 ottobre, 2009
 
In effetti il "coyote", il nuovo sistema che individua e segnala al conducente la posizione degli autovelox, tutor e sistemi infrared posizionati ai semafori ricalca in un certo qual modo i famosi PI (Punti d'Interesse) disponibili in rete e legalmente scaricabili per i tutti i navigatori sia Garmin, sia Tom Tom che di altre marche. La differenza è che al costo di 199 euro più un abbonamento di 12 euro al mese chi lo acquista diventa "agente - utente" perchè contribuisce attivamente all'arricchimento del data base dell'apparecchio. Il coyote non è altro un dispositivo GPS che ha una mappa di tutti i punti dove sono posizionati tutor, autovelox ecc, e segnala circa 2 chilometri prima al conducente sia la presenza di uno di questi sistemi di controllo che la tipologia, in modo da consentire al conducente di adeguare la propria guida per evitare multe. In più sull'apparecchio è disponibile un pulsante che, se attivato dal conducente all'altezza di un sistema di rilevamento delle velocità, ne memorizza la posizione e la trasmette a una centrale che aggiorna in tempo reale il data base di ogni coyote. Si viene così a creare una community continuamente in evoluzione pronta ad evitare multe e decurtazioni dei punti patente. L'Asaps ha manifestato un atteggiamento critico nei confronti del nuovo sistema coyote, anche se la Magneti Marelli, che lo ha ideato e commercializzato, assicura che il sistema è del tutto legale, e infatti basta pensare ai data base aggiornabili contenuti in tutti i navigatori satellitari che assolvono alla stessa funzione anche se per l'aggiornamento è necessario collegarsi ad internet periodicamente, dove anche in questo caso i data base sono aggiornati su segnalazione degli utenti anche se in maniera lievemente più complessa che al semplice premere un pulsante quando si incrocia un autovelox. Il coyote è legalmente utilizzabile in Italia,  Gran Bretagna, Francia, Repubblica Ceca, Belgio, Olanda e Lussemburgo, mentre in Germania è vietato dalla legge.
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