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L’article marketing fa ancora oggi parte di una buona strategia seo

Vi sarà sicuramente capitato, bazzicando i forum di marketing, di imbattervi in un gran numero di thread che preannunciavano la fine dell’Article Marketing nell’era post Panda. Gli ultimi aggiornamenti dell’algoritmo di Google hanno alterato le regole di una buona SEO. Dal momento che Google possiede una quota di mercato compresa tra il 60% e il 70%, è comprensibile che le modifiche al modo in cui vengono classificati e misurati i contenuti abbiano un diretto impatto nel condizionare le strategie di marketing. Anche se Google ha cambiato le regole del gioco, l’article marketing fa ancora oggi parte di una buona strategia SEO. Vediamo perché.

Che cos’è l’article marketing

Fino a poco tempo fa, venivano ripetutamente raccomandate diverse tecniche per un’efficace strategia SEO: fattori on page, qualità dei contenuti, frequenza degli aggiornamenti e link building attraverso una varietà di tattiche come il social bookmarking e l’article marketing. Quest’ultimo è particolarmente interessante perché unisce diversi elementi della SEO. L’article marketing è essenzialmente la pratica di scrivere articoli corposi, solitamente composti da più di 500 parole, che hanno lo scopo di migliorare la reputazione di un brand o di una persona, di generare traffico verso il proprio sito e di aumentare la link popularity. Questi articoli, indicizzati per i motori di ricerca, vengono pubblicati su canali diversi da quelli ufficiali, come portali appositamente creati a questo scopo, ma anche su blog e riviste onl
ine specializzate. In cambio del contenuto, potete inserire uno o due link che indirizzano al vostro sito, in modo da aumentare il traffico web.

Google ha ucciso l’article marketing?

L’attività di article marketing ha cominciato a sgretolarsi a causa del suo abuso. Questo è avvenuto sotto forma di contenuti duplicati (sottoponendo lo stesso articolo a diversi portali), mediocri, che non fornivano alcuna informazione utile e senza alcuna connessione con le finalità della directory. In un contesto del genere, Google ha risposto con gli aggiornamenti Panda, che riguardano la promozione di contenuti di qualità, e Penguin, che favoriscono il riconoscimento e la svalutazione dell’impatto di link profile non naturali. Gli ultimi aggiornamenti di Google hanno quindi declassificato molti portali di article marketing, giudicandoli fonti di scarsa qualità. La perdita di autorità di questi portali non significa però necessariamente che l’intera tecnica abbia perso v
alore.

L’article marketing serve ancora?

Quindi, nel 2016, la domanda è: l’Article marketing serve ancora? Si e no. Può sembrare un po’ ambiguo, ma avete ragione sia che pensiate che l’article marketing sia morto, sia che crediate che funzioni ancora. Sono ormai lontani i giorni in cui spendere qualche centinaio di euro in blog network di scarsa qualità che sindacassero i vostri contenuti aveva senso. Non solo ora sono soldi sprecati, ma potrebbero persino danneggiare il link profile del vostro sito, causando una caduta nel ranking. D’altro canto, c’è invece chi non solo ottiene efficaci risultati SEO, ma guadagna pure dall’article marketing. Perché? Perché il contenuto è ancora il cuore di una strategia intelligente di ottimizzazione SEO, e la sua qualità è oggi più importante che mai. L’articolo deve essere unico, non d
uplicato, non inferiore a 500 parole e deve trasmettere valore reale al lettore. Il valore non dovrebbe essere determinato solo dal saper rispondere ad una query di ricerca, ma piuttosto dalla capacità di quell’articolo di arricchire la cultura di base dei lettori. Un’altra considerazione riguarda il posizionamento. Se l’argomento del vostro sito sono le macchine e scrivete un articolo sulla Mustang, vorrete pubblicarlo su un portale di article marketing con un elevato Page Rank, come Ezine, o su un portale specifico che accetta solo articoli su un determinato topic (in questo caso automotive), oppure ancora come guest post sul blog di qualcun altro che si focalizzi su argomenti inerenti. Il guest posting si sta infatti rapidamente affermando come nuova forma di article marketing. Poiché questa pratica consiste fondamentalmente nell’aggiungere contenuti sul blog di un’altra persona, comporta il doversi conformare alle linee guida ch
e esso può avere. La qualità è un must, ma il guest posting è anche un ottimo modo per ottenere link di valore che sembrino naturali, aumentando contemporaneamente il traffico e l’esposizione per il vostro brand.

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